Karin Slaughter by La ragazza dimenticata

Karin Slaughter by La ragazza dimenticata

autore:La ragazza dimenticata
Format: epub


20 OTTOBRE 1981

Emily aveva cercato “orchite” in un volume dell’Enciclopedia britannica che occupava un’intera sezione della biblioteca scolastica. Infiammazione di uno o di entrambi i testicoli, provocata in genere da un virus o da batteri, spesso causa di sterilità.

Poi aveva guardato gli appunti presi dopo aver lasciato l’aula di Dean Wexler:

Dice che non è “il fottuto padre”. Ha ammesso d’essermi passato a prendere alla Festa. Ha detto che Nardo lo ha chiamato per chiedergli di portami a casa. Che quando è arrivato stavo litigando con Clay vicino alla piscina. Ha promesso di farmi del male se lo avessi accusato pubblicamente. Mi ha afferrato per il polso. Mi ha fatto davvero male.

Emily era seduta in biblioteca e fissava le righe cercando di ricavarne un senso. La sua grafia solitamente bella era, a tratti, quasi illeggibile da quanto tremava quando aveva trascritto la conversazione. Una cosa era apparsa subito chiara. Cheese aveva ragione. Le era sfuggito un dettaglio importante.

Aveva aggiunto una domanda in fondo:

Potrebbe aver detto la verità sul fatto di non essere il padre, ma questo non significa che non abbia fatto niente, giusto?

Per il resto della sua giornata a scuola Emily fu tormentata non solo dalla conversazione con Dean, ma da quella che il dottor Schroeder aveva chiamato una “lassità” che si sarebbe aspettato di vedere in una donna sposata. La signora Brickel aveva detto che mentiva, però era solo un’infermiera. Di certo un dottore ne sapeva di più. Di certo c’erano regole che gli impedivano di mentire.

Emily chiuse il quaderno e lo infilò in borsetta. Mentre percorreva un tratto di strada solitario, guardò il cielo. Non aveva idea di che ora fosse o di quanto fosse rimasta fuori. Dal mattino del giorno prima non faceva che perdere tempo. Il resto delle ore scolastiche erano trascorse in una nebbia. Arte, la banda, chimica, inglese. Aveva parlato con Ricky a educazione fisica e appreso che la cosa importante che voleva dirle era di aver chiuso con Nardo. Il che era durato fino alla fine della lezione, quando lo aveva visto in corridoio e si era scordata del tutto di avere Emily accanto.

Poteva raccontarle quello che era successo?

Voleva farlo?

Era piuttosto certa che il signor Wexler avrebbe tenuto la bocca chiusa. Lui presumeva che lei avrebbe fatto lo stesso, immaginava Emily. Si portò la mano al collo, là dove l’aveva afferrata. Strozzata, a dire il vero, perché non era stata in grado di respirare. Trasaliva ancora quando deglutiva, benché fossero passate ore dal loro scontro.

Scontro?

Era stato proprio così brutto?

Prima di uscire da scuola, una rapida occhiata nello specchio dell’armadietto le aveva rivelato un sottile segno rosso sul lato del collo, non l’impronta della mano che si era aspettata di vedere. Il ricordo più persistente era stato la sua rabbia. Non era infuriato come quando parlava di Reagan che aveva sfruttato il suo tentato omicidio per distruggere la rete di sicurezza sociale. Lo era come se ne andasse della sua vita.

Dean Wexler si comportava come se i viaggi in giro per il mondo lo



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